Chi fa marketing quando la stagione finisce?

Destagionalizzazione, disintermediazione ed altri falsi miti

Ogni anno, alla fine della stagione estiva, succede sempre la stessa cosa: cala la serranda e cala anche il marketing. Gli hotel, i ristoranti, i campeggi, le imprese turistiche smettono di comunicare, come se i clienti da ottobre a marzo andassero in letargo. Peccato che non sia così.
Le persone continuano a cercare, a pianificare, a farsi ispirare per le vacanze successive.

In questo articolo voglio affrontare tre grandi “falsi miti” che spesso girano attorno al marketing turistico: destagionalizzazione, disintermediazione e stagionalità della comunicazione.

Il mito della destagionalizzazione

Quante volte abbiamo sentito dire: “Bisogna destagionalizzare”?
Ma destagionalizzare non è aprire le porte a novembre o a marzo e sperare che la gente arrivi. Non è nemmeno fare sconti fuori stagione per riempire le camere.

La destagionalizzazione vera non esiste. 

Esiste invece un percorso molto meno banale, che parte da una consapevolezza: i viaggiatori non smettono mai di scegliere.
Cercano online, leggono recensioni, si fanno ispirare e confrontano esperienze. Ma le loro decisioni non seguono più un percorso lineare.

È ciò che Google chiama Messy Middle: una fase di caos decisionale in cui l’utente alterna ricerca ed esplorazione, valutazione e confronto, fino a maturare una scelta finale. Ecco perché non basta “essere aperti”: bisogna esserci nei momenti che contano, quando il potenziale ospite sogna, valuta o chiede consiglio. Se in quei momenti non trova te, troverà qualcun altro.

Per riuscirci servono tre elementi fondamentali:

  1. Un prodotto pensato sui 12 mesi.
    L’utente sceglie in autonomia quando muoversi. L’offerta o il pacchetto completano una decisione già presa, e vanno colti al momento giusto. L’offerta deve quindi adattarsi ai diversi momenti del “viaggio mentale” del cliente, completando una decisione già in corso con esperienze autentiche, pacchetti veri, vantaggi concreti e ricordi da condividere.
    Non basta ribattezzare un’offerta estiva in “autunnale”: serve creare contenuti e proposte costruite intorno al valore dell’esperienza.
  2. Collaborazioni con il territorio. Nessuna struttura da sola nel proprio contesto in momenti di scarsa domanda. Servono sinergie vere con comuni, associazioni, guide, operatori locali per costruire pacchetti integrati.
  3. Comunicazione costante. Non basta un post su Facebook: serve un racconto che faccia percepire il valore del soggiorno in periodi alternativi. Se non mostro io per primo che il mio hotel è aperto e vivo, come possono pensarlo i clienti? Essere presenti non vuol dire pubblicare ogni giorno, ma non sparire. Vuol dire farsi trovare sempre nel momento giusto, con i canali giusti: Google Maps, recensioni, social, newsletter.

Il segreto è raccontare, non vendere: mostrare emozioni, persone, gesti quotidiani, e non solo camere o prezzi. Le persone non comprano ciò che fai, ma perché lo fai — ed è in questa autenticità che si gioca la vera destagionalizzazione. Destagionalizzare, quindi, non è uno slogan da convegno, ma un lavoro di visione, metodo e coerenza. Vuol dire costruire un brand che non dorme d’inverno, perché sa parlare anche quando non deve vendere.

Il mito della disintermediazione

Altro grande cavallo di battaglia: “Dobbiamo liberarci dalle OTA”.
Booking, Expedia, Airbnb: li dipingiamo spesso come i nemici numero uno, ma in realtà sono semplicemente strumenti i di distribuzione. Non puoi pensare di eliminarli con un colpo di spugna.

La disintermediazione “vera” non si ottiene chiudendo i canali, ma lavorando su:

  • Brand identity: se non sei riconoscibile, anche chi ti trova su Booking non ti ricorderà mai fuori da lì.
  • Sito e prenotazione diretta: il sito deve essere semplice, chiaro, veloce, con una booking engine affidabile. Se il cliente lo visita dopo averti trovato su un portale, deve essere invogliato a prenotare lì.
  • Campagne di protezione del brand: Google Ads mirate sul tuo nome per intercettare chi ti cerca già. Costano poco e fanno una grande differenza.
  • Fidelizzazione: newsletter, remarketing, comunicazioni post-soggiorno. L’obiettivo è che il cliente che ti ha scoperto tramite una OTA, la prossima volta prenoti diretto.

Disintermediare non è un atto di forza contro i portali: è un lavoro di credibilità e continuità. Senza una strategia, si rischia solo di perdere visibilità. E la distribuzione oggi va vista come un ulteriore asset strategico che contribuisce e supporta la visibilità (oltre che la vendita).

Il marketing non ha stagione

Il vero grande falso mito è pensare che il marketing abbia una stagione. “Da aprile a settembre spingo, poi mi fermo”.
E invece è proprio nei mesi “morti” che si costruisce il futuro.

Fare marketing tutto l’anno significa:

  • Fare pulizia nei dati raccolti: chi ha chiesto un preventivo? Chi ha già soggiornato? Chi non ha prenotato? Queste informazioni sono oro per costruire le campagne successive.
  • Studiare il comportamento dei clienti: lead time, soggiorno medio, provenienza, periodo preferito. Analizzare questi dati permette di capire quando e come spingere.
  • Preparare contenuti e offerte per i mesi successivi: Halloween, ponti autunnali, Natale, San Valentino. Se non sei pronto a comunicare in tempo, perdi occasioni preziose.
  • Raccontare il territorio in modo diverso: d’inverno non posso mostrare l’ombrellone, ma posso parlare di mercatini, cammini, tradizioni, piatti tipici.

Gli strumenti sono sempre gli stessi: sito, Google, social, newsletter. La differenza la fa la costanza. Il marketing non ha stagione: o si fa sempre, o non funziona.

Destagionalizzazione e disintermediazione non sono bacchette magiche, sono obiettivi possibili solo se c’è continuità, visione e metodo.
Pensare al marketing come a un’attività stagionale è l’errore più grande: è come accendere le luci solo quando arriva un ospite e sperare che la casa sembri abitata tutto l’anno.

Il punto è semplice: il marketing funziona proprio quando gli altri smettono di farlo.

Perché, alla fine, come dico sempre:

“Fai in modo che la tua assenza si senta meno della tua presenza.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

EBOOK - IL MARKETING PER HOTEL CHE SERVE

5 cose da evitare e 5 cose da fare ADESSO se vuoi davvero far aumentare le vendite della tua struttura ricettiva in un semplice manuale.

I tuoi dati non saranno ceduti a terze parti