Di cosa parlerò al TTG 2025

Appuntamento giovedì 9 ottobre alle ore 13.20 alla Beach Arena

Anche quest’anno avrò il piacere di essere tra gli speaker di uno dei più prestigiosi eventi sul mondo del turismo, il TTG di Rimini. E dopo diverse edizioni in cui mi sono concentrato sul mondo degli hotel, quest’anno esco dalla comfort zone ed affronto una nuova sfida altettanto avvincente ed interessante: il mondo della ricettività all’aperto.

Il turismo all’aria aperta è in piena trasformazione. Spiagge, campeggi e stabilimenti balneari non sono più semplici “spazi da vivere in estate”, ma veri e propri brand che devono promuoversi e comunicare tutto l’anno. Al TTG 2025 porterò una riflessione chiara: il marketing outdoor può diventare la leva per differenziarsi e crescere, ma servono metodo, visione e continuità.

Dal turismo stagionale al brand continuo

Molti imprenditori del settore outdoor pensano che bastino il sole e il mare, oppure un campeggio immerso nella natura, per attrarre ospiti. In realtà non è più così. I clienti cercano da soli, scelgono prima di arrivare, confrontano esperienze, leggono recensioni, valutano la coerenza tra ciò che vedono online e ciò che trovano sul posto.

Una volta si accendeva la comunicazione solo a ridosso dell’estate. Ora serve un presidio costante, perché le persone sognano e pianificano viaggi in ogni momento dell’anno. Ed è qui che entra in gioco il concetto di Messy Middle: le decisioni di acquisto non sono lineari, ma un continuo andare avanti e indietro tra ricerca, confronto ed emozione. Se non ci sei in quelle fasi, qualcun altro occuperà il tuo spazio.

Risorse, investimenti e misurazione

Il marketing non si improvvisa. Occorre chiarire chi, nello staff, coordina e pianifica, quanto tempo si può dedicare e quali strumenti si hanno a disposizione. E soprattutto: quanto si è disposti a investire. Non deve deciderlo un portale o un’agenzia, ma chi ogni giorno porta avanti il lavoro.

Allo stesso modo è fondamentale misurare. Non serve perdersi dietro a mille dati, né accontentarsi di non misurare nulla. La via di mezzo è scegliere indicatori chiari: richieste ricevute, prenotazioni confermate, ritorno da determinati canali.

Per una spiaggia o un campeggio significa chiedersi: quanti mi hanno trovato su Google Maps? Quanti hanno risposto a una newsletter? Quanti hanno scelto di tornare l’anno successivo?

Attività continuative e mirate

Un’attività outdoor deve combinare due binari. Da un lato le attività continuative:

  • profilo Google Maps aggiornato e curato;

  • recensioni presidiate;

  • social media con contenuti costanti;

  • newsletter semplici e regolari.

Dall’altro le attività mirate: offerte stagionali o pacchetti esperienziali (un weekend in tenda con escursione, una giornata mare con degustazione), annunci Google e Facebook geolocalizzati, collaborazioni con eventi locali. Qui la parola chiave è creatività: non basta il prezzo, serve costruire esperienze.

Raccontare, accogliere, fidelizzare

La comunicazione deve trasmettere l’esperienza. Una foto al tramonto, la voce di chi è stato ospite, una storia che mostra il dietro le quinte: la vendita arriva come effetto collaterale, non come obiettivo diretto.

Lo stesso vale per il preventivo e l’accoglienza: il cliente che chiede informazioni ha già un’aspettativa. Il preventivo deve essere chiaro e coerente, e una volta sul posto ogni dettaglio – dall’arrivo al Wi-Fi – diventa parte integrante del marketing.

Infine, il lavoro continua dopo il soggiorno. Recensioni, follow-up via mail e piccoli gesti di attenzione trasformano un cliente stagionale in un ospite che torna e che parla bene di te.

In un’ora insieme cercheremo di evidenziare come il marketing outdoor non sia poi così complicato se affrontato con metodo. Non servono cento strumenti, ma la capacità di fare poche cose, bene e con costanza.

Al TTG 2025 porterò questo messaggio: spiagge e campeggi possono diventare brand forti e riconoscibili, se smettono di fare marketing “a spot” e iniziano a costruire relazioni vere con i loro ospiti.

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