Gestione Hotel e Fatturato: 4 domande a Mattia Casadio

Per la rubrica “Persone di web marketing turistico” conosciamo oggi Mattia Casadio, proprietario del progetto Casadio HTL. Io e Mattia ci siamo conosciuti durante la presentazione del mio libro a Rimini qualche mese fa. Abbiamo immediatamente capito di condividere tante idee legate al mondo del turismo e la sua evoluzione e con questo confronto fatto di quattro domande cerchiamo di dare un ulteriore impulso ad una collaborazione che potrebbe portare a qualcosa di molto interessante nei prossimi mesi. Spazio dunque alle domande per Mattia.

Ciao Mattia, ti va di raccontare ai miei lettori chi sei e perché dovrebbero continuare a leggere le quattro risposte alle domande che ti ho fatto?

Ciao Alex. Innanzitutto ti ringrazio e mi complimento per il tuo libro sul Marketing Turistico. Sono un bocconiano, commercialista titolare della Casadio HTL Hotel Turismo Leisure a Milano Marittima. Mi occupo prevalentemente di aziende turistiche e cioè principalmente di hotel e stabilimenti balneari che sono la mia passione. Penso che sia interessante il mio punto di vista perché io, analizzando continuamente bilanci di hotel, capisco quali sono le strategie che generano fatturato e utili. Diciamo che da un certo punto di vista sono un privilegiato perché vedo i risultati.

Nel tuo studio siete specializzati in strutture turistiche, con particolare accento sulla Riviera Romagnola. Com’è e in che cosa è cambiato il mercato turistico dalle nostre parti?

E’ cambiato tanto e cambierà ancora tanto. Penso che siamo solo all’inizio e che la grandissima parte degli imprenditori alberghieri ancora non si sia resa conto che il mercato sta cambiando così velocemente che chi non si adegua è perso. La rivoluzione è legata allo smartphone e alla velocità con cui si prenota una vacanza. In pochi secondi il cliente decide dove andare in vacanza, magari quando è in una pausa di lavoro. È in quel momento che l’albergatore deve intercettate e stimolare la sua voglia di vacanza ed il gioco è fatto. In poche parole la leva vincente oggi è l‘investimento mirato che fa un imprenditore in campagne pubblicitarie per raggiungere il cliente in quell’attimo. L’80 per cento delle strutture alberghiere della nostra zona ha una spesa in promozione inferiore a 5.000 euro che è una somma inadeguata. Con 30/40.000 euro in promozione si sviluppano circa 2/300.000 euro di fatturato un più. Questo fa la differenza. E questo è il motivo per il quale sostengo che la nostra economia turistica ha un potenziale enorme.

Analizzando le strutture da un punto di vista economico-finanziario avrai una visione più “pratica” dei punti di forza e di debolezza di una struttura “tipo” in Romagna. Quali sono secondo te gli ambiti su cui vale la pena puntare e quali su cui la cosa migliore è lasciar perdere?

Punterei molto sugli hotel a tema. I Family Hotel stanno andando forte da qualche anno e avranno un grande sviluppo. La base è ovviamente avere un prodotto che crei una emozione e poi comunicarla. Il prodotto Family ha tutte queste caratteristiche. Vedo bene il settore luxury. Mi riferisco a strutture con 100 camere. Diciamo che per le strutture da oltre 70 camere vedo un futuro perché possono sostenere certi costi di promozione.
Sono meno ottimista per i classici hotel 3 stelle da 40 camere che sono l’ossatura del nostro sistema turistico che offrono servizio di ristorazione con una stagione lunga. Queste strutture sentiranno sempre di più della concorrenza delle grandi strutture che possono investire in promozione ed i costi della cucina fanno perdere redditività. Penso che il loro futuro sia quello di concentrarsi in una offerta più mirata di bed and breakfast. In questo modo recupereranno la redditività.

Oltre agli hotel c’è un universo di attività collegate che operano sullo stesso mercato turistico ma paiono aver recepito meno l’esigenza di cambiare passo e metodologie rispetto al passato. Aziende che potrebbero contribuire in modo considerevole ad ampliare interesse ed appeal su ogni destinazione. Tu come la vedi?

Sono pienamente d’accordo. Il cliente cerca una esperienza in una località e sempre meno un hotel dove dormire e mangiare. Seguendo il discorso di prima la tendenza è di dormire in hotel e cercare esperienze di ristorazione e divertimento all’esterno. Ci sarà pertanto uno sviluppo di locali food nelle nostre località. Ovviamente anche gli stabilimenti balneari hanno un ruolo importantissimo. La gente viene per il mare e la spiaggia è il luogo dove passano la maggior parte della giornata. Nei prossimi anni anche in questo comparto vedremo l’imporsi delle strutture di grandi dimensioni a discapito delle piccole e degli stabilimenti tematizzati.

Per finire, se oggi dovessi consigliare a qualcuno di intraprendere l’attività di albergatore in riviera da dove gli consiglieresti di iniziare?

Innanzitutto consiglio di pensare alla camera dell’hotel come ad un prodotto da vendere e quindi renderlo appetibile ad un pubblico ben definito ad esempio famiglie, sportivi, coppie, ragazzi etc. Creare un pacchetto aggiungendo tutta una serie di servizi ed emozioni che possano completare l’offerta ed invogliare a comprare il prodotto ad esempio suggerendo servizi dedicati e parchi per le famiglie, gite e escursioni o altro per gli sportivi, divertimento per il ragazzi. A questo punto consiglio di affittare una struttura, partire con un bed and breakfast ed ovviamente impegnarsi al massimo ed investire per intercettare la voglia di vacanza di quel cliente di cui parlavo all’inizio che col suo smartphone, mentre fa la fila, sogna di venire proprio in quella struttura che gli ha creato una emozione. E buona fortuna.

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