Booking.com permette di usare le sue keyword branded nelle campagne ads degli hotel

Modificato il contratto coi partner che acquisiscono un ulteriore libertà di manovra

Booking.com ha modificato ormai da qualche tempo il suo contratto con i partner in modo che i proprietari e le catene di strutture ricettive possano ora fare offerte liberamente sui termini del marchio all’interno delle campagne Google Ads. Un cambiamento abbastanza significativo che potrebbe cambiare la prospettiva con cui le strutture cercano di crearsi visibilità.

Cosa cambia nelle vostre campagne Google Ads

In precedenza, gli hotel erano soggetti a restrizioni tramite le loro Condizioni generali sottoscritte con la celebre OTA sulle offerte per determinate parole chiave, come “booking.com” e altri termini registrati su Google come “protetti”. Ora Booking.com lascia totale libertà e lo fa in maniera capillare.

La rimozione si applica a tutti gli alloggi. Non ci sono altre modifiche alle tue condizioni e al nostro accordo reciproco, oltre a ulteriori spiegazioni e chiarimenti sui termini GDT.

Resta comunque bloccata la possibilità di menzionare Booking all’interno degli annunci, quindi non è possibile fare leva sul loro nome per attirare con più forza gli utenti verso il proprio sito.

Chi ci guadagna realmente da questo cambiamento?

Non c’è tanto da festeggiare, in realtà. Coinvolgere un brand di un’intermediario in una strategia che serve proprio a “difendersi” dalla vendita intermediata è un paradosso. Logicamente non possiamo trarre in inganno le persone che stanno cercando la OTA indirizzandole verso il nostro sito dall’annuncio e quindi il cambiamento non è poi così epocale.

Si entrerebbe in competizione su parole chiave sostanzialmente non nostre, con un impatto notevole sul punteggio di qualità. Infatti Google tiene conto che chi cerca Booking.com vuole Booking.com come destinazione e ci costringerebbe a pagare di più per riuscire a competere con il sito principale.

Inoltre, Booking.com continuerà nelle proprie iniziative di marketing per promuovere i propri partner alberghieri portando i clienti alle proprietà tramite l’agenzia di viaggi online. Una situazione dunque di doppio vantaggio con il solo scopo di convogliare sempre più persone nei propri ambienti, facendo leva sulle strutture che aiuteranno più o meno consapevolmente l’attività di branding della OTA.

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