L'importanza di ripartire senza cedere alla voglia di farsi pubblicità

Provare a ripartire interessa a tutti ma serve usare le poche basi solide a disposizione

Ha fatto scalpore ed è diventato virale un post di una struttura balneare che diceva di essere al lavoro per una serie di soluzioni che avrebbero permesso ai bagnanti di andare regolarmente in spiaggia anche in periodo COVID-19. Si tratta di pannelli in plexiglass che permetterebbero alle persone di rispettare le regole del distanziamento sociale senza rinunciare alla tintarella.

Aldilà dell’essere d’accordo o meno con il tipo di soluzione e lo scindere tra soluzione reale e goliardata, ci sono una serie di risvolti ben più dannosi nel promuovere questo tipo di informazioni in un periodo in cui regnano incertezza ed insofferenza immediatamente collegata.

Le informazioni oggi viaggiano ancora più velocemente

I numeri sulla diffusione di quel post sono impressionanti e certificano (come se ce ne fosse bisogno) tutta la necessità di vedere la situazione sbloccarsi in qualche modo, tanto da parte degli operatori quanto dalla gente. Un semplice post si trasforma facilmente in notizia ed è stato un attimo ritrovarsi quei pannelli in plexiglass catapultati in tutti gli organi di informazione nazionale.

Un informazione pericolosa se offerta a chi inizia a vivere con frustrazione questa fase di stallo che sembra non avere fine. Quali sono i rischi? L’emulazione, il mettersi all’opera per cercare di bruciare delle tappe che oggi non sono bruciabili e che non si può pensare di bypassare a qualunque condizione. Una falsa speranza che si può tramutare in un danno reale anche in termini di percezione delle “future vacanze” da parte dei clienti di domani che attendono allo stesso modo di conoscere il proprio futuro.

Ripartire nel nome della concretezza

La sola fonte istituzionale in tema di regole e linee guida per la sanificazione degli hotel è stata emanata dall’OMS (clicca qui per scaricarla) e riguarda principalmente come comportarsi ora e non nel prossimo futuro. Tuttavia c’è da immaginare che non ci si discosterà poi di tanto ed è quindi plausibile pensare di iniziare a ragionare partendo da questa base e solo da questa.

Concretezza è la parola d’ordine in questo contesto dove i pareri sono tantissimi e molto spesso discordanti tra di loro.

Parlo di ragionare, prima di ogni altra cosa, perché comunque le condizioni sono piuttosto incerte e variabili e qualunque tipo di investimento deve essere ponderato e parametrizzato sulla peggiore delle ipotesi (la non riapertura) e non sulla migliore. Non per essere pessimisti ma per mantenere il realismo necessario ad affrontare una condizione eccezionale che ci priva di una variabile essenziale: il tempo.

Farsi pubblicità può danneggiare (ulteriormente) tutto il settore turistico

Paradossalmente non abbiamo mai affrontato un momento storico in cui le persone si sono mostrate così tanto ricettive e disponibili ad ascoltare i messaggi di chiunque. Cadere nella tentazione di farsi pubblicità in modo facile ed immediato è facile ma, è necessario considerare che c’è un intero comparto che ogni giorno si domanda se esista una strada per uscirne il prima possibile.

Portare soluzioni “assurde” può offrire qualche riflettore in più in questo momento ma aumenta la confusione in un contesto già abbastanza traumatizzato. Occorre chiedersi se ne valga realmente la pena, soppesando gli effetti benifici (se ci sono) di breve periodo rispetto ai contraccolpi e al potenziale ritorno sul lungo. Ci si accorgerà che quella montagna di condivisioni e di like finiranno nel dimenticatoio nell’arco di qualche giornata, per poi ritrovarsi con le stesse difficoltà di prima e l’ennesima non-soluzione che girovaga nel web, magari venduta a peso d’oro e come panacea di un male destinato comunque a finire.

Dunque proviamo a non fermare la nostra voglia di comunicare con le persone, troviamo il coraggio di attendere ancora un po’ che le notizie si facciano più dolci ed il plexiglass…lasciamolo per i box doccia.

 

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